Animali - Comune di Cesenatico (FC)

Governo del Territorio e Lavori Pubblici | Ambiente | Animali - Comune di Cesenatico (FC)

Benessere Animale
Il gabbiano reale  "Larus Michahellis"
La vita del gabbiano reale

Il gabbiano reale, specie protetta ai sensi della legge 157/92, è un uccello caradriforme appartenente alla famiglia dei Laridi; nidifica da aprile a luglio, presso scogliere e isole. Pur essendo uccelli di mare, diverse colonie vivono su grandi laghi o si cibano nell'entroterra. Si tratta di uccelli di mare con ali lunghe e becchi robusti, a volte leggermente adunchi. Le ali sono solitamente di colore bianco, grigio o nero e nei giovani anche marrone. I giovani impiegano tre anni prima di raggiungere la livrea d'adulto. In questa fase cambiano sia i colori delle penne che quelli del becco, delle zampe e degli occhi. Solitamente i gabbiani vivono in colonie, nidificano lungo le coste o in zone umide e acque interne. La dieta è onnivora: è uno “spazzino” per ogni rifiuto commestibile. Preda anche gli altri animali ed i nidi degli altri uccelli. L'inurbamento progressivo dovuto ai maggiori scarti alimentari ha portato a conseguenze poco gradite, come una maggiore loro aggressività.

La convivenza con i gabbiani e le problematiche

La presenza del gabbiano reale in ambiente urbano può determinare alcuni “problemi di convivenza” con i cittadini:

  • imbrattamento di tetti, edifici, monumenti;
  • disturbo e rumore, anche nelle ore notturne;
  • ostilità nei confronti degli “intrusi”;
  • interazioni presso le discariche dei rifiuti urbani
Cosa fa il Comune

A partire dal 2011, al fine di contenere i disagi causati dal gabbiano reale, soprattutto nel periodo estivo, venne predisposto dall’Ente, in accordo con il Protocollo ISPRA-Provincia, un Piano annuale di Contenimento della popolazione di Gabbiano Reale.
Con il coordinamento della Provincia e il supporto tecnico del Centro Ricerche Marine, nella primavera 2011, venne realizzato un percorso formativo per l’abilitazione dei coadiutori da impegnare nella fase esecutiva del piano, con il compito di rimuovere i nidi in fase precoce, nonché rimuovere o irrorare con olio o lacca per capelli le uova eventualmente presenti, al fine di impedirne al fecondazione.

I piani adottati negli anni successivi, in attuazione del protocollo tecnico sottoscritto il 7 settembre 2015 da ISPRA e Provincia circa le azioni di contenimento delle popolazioni di specie selvatiche problematiche, valido fino al 31 dicembre 2018, ricalcavano di fatto le misure fino ad allora già previste nei piani adottati dall’Ente.
I risultati ottenuti nell’ultimo periodo non hanno corrisposto al notevole impegno, anche economico, da parte dell’Ente, che ha sempre agito in maniera isolata rispetto agli altri comuni della costa.

Il piano approvato dalla Giunta Comunale lo scorso anno, il cui contenuto ricalcava quello degli anni precedenti, è purtroppo rimasto sulla carta, essendo venuto a decadere, il 31 dicembre 2018, il sovraordinato Piano di controllo della fauna selvatica, la cui approvazione compete alla Giunta Regionale.

Nel frattempo, anche quest’anno, il Comune di Cesenatico, con propria deliberazione di Giunta, 61/2022, ha approvato le misure di contenimento che si vorrebbero attuare nell’anno, da assoggettare ad autorizzazione da parte del competente organo regionale quando il nuovo protocollo diventerà operativo.

Cosa può fare il cittadino

LIMITARE I LUOGHI DI NIDIFICAZIONE E SOSTA SUGLI EDIFICI
Si tratta di un metodo incruento da impiegare secondo precisi accorgimenti, al fine di impedire l’atterraggio dei gabbiani e la facile costruzione del nido.
Su superfici lineari di piccole dimensioni (filo di gronda dei tetti, linee di colmo, cornicioni, comignoli) è possibile installare “dissuasori d’appoggio” meccanici (p.e. punte in acciaio inossidabile).
Per impedire l’accesso su tetti, terrazzi o altre strutture si suggerisce di:

  • posizionare reti a maglia quadrata in polietilene o metallo con spaziature non superiori a 50cm;
  • posizionare “reti ornitologiche antintrusione” in polietilene o metallo, a maglia 10x10 o 15x15cm;
  • nelle aree non residenziali, è possibile installare deterrenti acustici (petardi, richiami di allarme): il limite di questi sistemi è l’assuefazione, che si può sviluppare nei gabbiani anche in tempi rapidi.

Nelle situazioni più critiche (presenza dei piccoli presso i nidi), a coloro che devono accedere ai tetti (es. muratori, installatori di antenne), si consiglia di indossare un caschetto di protezione.

EVITARE LA DISTRIBUZIONE DI CIBO O SCARTI ALIMENTARI
Anche con questa azione si interviene sulle risorse ambientali, cercando di limitare l’innaturale quantità di cibo che l’uomo mette, volontariamente o meno, a disposizione dei gabbiani.
Una semplice legge ecologica indica che “meno cibo=meno individui”.

E’ importante sapere che il cibo generalmente distribuito, come il pane e al pasta, è poco nutriente (povero di sali minerali e di vitamine) e pertanto crea squilibri alimentari.
Troppo cibo significa una qualità della vita scadente per gli stessi gabbiani.
E’ bene evitare che i gabbiani diventino troppo confidenti: non dare cibo durante le traversate o le gite in barca.

Controllare sistematicamente la filiera di raccolta dei rifiuti urbani per assicurarsi che i gabbiani non possano alimentarsi nei cassonetti o in altri punti di raccolta o smistamento dei rifiuti, in particolare nell’area portuale e del mercato ittico, attraverso il coinvolgimento diretto degli operatori del settore al fine di scongiurare il facile reperimento degli scarti del pescato. Stessa attenzione dovrà essere rivolta ai mercati alimentari all’aperto o altre manifestazioni con produzione di scarti alimentari.

La nutria "Myocastor coypus"
L'ambiente delle nutrie

La nutria (mammifero della famiglia dei roditori), trova il suo habitat naturale nei pressi di fiumi e laghi o in zone paludose in cui può procurarsi cibo. Si alimenta con alghe e piante acquatiche, ma non disdegna molluschi e anguille. Trascorre la maggior parte del suo tempo in acqua. La nutria è un animale abbastanza invasivo, la sua presenza è causa di danni per sistemi di irrigazioni, dighe, argini di fiumi, coltivazioni. L'allontanamento è permesso e di solito si utilizzano trappole-gabbia con esca. 

Link al sito della Regione Emilia Romagna - Controllo della fauna selvatica

Piano regionale di controllo della nutria 2021 - 2026

Cosa fa il Comune
Di solito i Comuni attivano il controllo della nutria nelle aree urbane con l'uso esclusivo di gabbrie trappola nel rispetto delle indicazioni procedurali di rendicontazione presenti nel piano di controllo regionale, avvalendosi della collaborazione con ATC o di imprese di disinfestazione che hanno l'obbligo di operare con personale in possesso della qualifica di coadiuttore abilitato. Eventuali interventi eccezionali da quelli indicati potranno essere attuati dalle Polizia Provinciale, qualora ne rilevino la fattibilità, su richiesta del Sindaco. 
 
Cosa può fare il cittadino

Il cittadino può segnalare la presenza di nutrie all' URP del comune utilizzando l'apposito modello, nello stesso modello è possibile chiedere gratuitamente, l'intervento di personale abilitato alla cattura (coadiutori), autorizzando la posa di gabbie trappola per la cattura delle nutrie all'interno di aree di proprietà.

Colonie feline e gatti in libertà
Cosa sono le colonie feline

I gatti nelle città vivono in gruppi definiti “colonie feline”. Questi gruppi sono vere e proprie aggregazioni strutturate legate ad un luogo, “territorio”, in cui i gatti trovano le risorse necessarie per sopravvivere e per riprodursi. E’ importante sapere che, a differenza dei cani, non si può parlare di gatti randagi, bensì di gatti che vivono in stato di libertà sul territorio (colonia felina). 

Censimento e gestione delle colonie feline

Qualora una associazione o un privato cittadino rilevi la presenza di gatti liberi in una determinata area deve darne segnalazione al Comune competente per territorio.

I Comuni d’intesa con le AUSL locali e con la collaborazione delle associazioni di cui al comma 2 dell’art. 1 della L.R. 27/2000, provvedono a censire le zone in cui si è rilevata la presenza di gatti liberi ed ad avviare la procedura per l’istituzione della colonia felina mediante sopralluogo di verifica e compilazione di apposita scheda anche tramite i servizi per la protezione ed il controllo della popolazione canina e felina.

Ogni colonia regolarmente censita fa riferimento ad un indirizzo topografico corrispondente al punto principale di offerta di cibo definito come “punto di alimentazione autorizzato” a cui viene assegnato un numero identificativo. Tale punto di alimentazione deve essere posto in un luogo compatibile con la tutela degli animali ospitati e la convivenza all’interno del contesto ambientale.

Per le colonie così censite è individuato dal Comune un “referente di colonia”. Il referente della colonia assolve a una funzione fondamentale, tenendo sotto controllo la salute e l’alimentazione dei gatti, nonché lo stato igienico dell’area di somministrazione.

Il comune, con la collaborazione dell’AUSL competente per territorio, provvede a monitorare periodicamente le colonie feline presenti sul territorio.

I gatti delle colonie feline devono essere identificati tramite applicazione di microchip, al momento della sterilizzazione e registrati all’anagrafe degli animali d’affezione.

Le AUSL devono obbligatoriamente prevedere nei propri piani di lavoro programmi di sterilizzazione dei gatti delle colonie feline censite.

Nel caso di ritrovamento di un gatto randagio ferito o incidentato occore contattare la Polizia Locale negli orari di apertura oppure le forze dell'ordine che attiveranno il servizio di recupero. Vai ai contatti

 
A chi rivolgersi:
 
 
Sede:
Via M. Moretti, 4 - piano primo
 
Contatti:
054779250
 
mail:
 
orari:
mercoledi 8:30 - 10:00 telefonicamente
mercoledi 10:00 - 13:00 su appuntamento
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pubblicato il 
Aggiornato il