Imu e prime case “fittizie”: i controlli del Comune di Cesenatico indietro fino a 5 anni - Comune di Cesenatico (FC)

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Imu e prime case “fittizie”: i controlli del Comune di Cesenatico indietro fino a 5 anni

 

La Sentenza 20130/2020 della Corte di Cassazione ha aperto ufficialmente la strada al recupero dell’Imu elusa con la tecnica dello “sdoppiamento della residenza”: anche l’Ufficio Tributi del Comune di Cesenatico si metterà alla ricerca dei soggetti che utilizzavano questo stratagemma con la possibilità di controllare indietro fino a 5 anni. Il meccanismo era piuttosto semplice: due coniugi con, per esempio, una casa in città e una casa al mare si dividevano l’uno prendendo la residenza nella prima e l’altro nella seconda per fare risultare entrambe “prime case” eludendo così il pagamento dell’Imu, vivendo comunque stabilmente solo in una delle due. Una pratica molto in voga che negli anni passati aveva visto diverse attività di contrasto da parte dei Comuni (al fine di accertare le finte residenze): la sentenza della Cassazione pone un principio dirompente visto che “per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”. Dunque nel caso di “divisione” della famiglia la condizione prevista dalla normativa non si verifica né per l’abitazione principale ne per quella secondaria. 

Il Comune di Cesenatico si attiverà nei prossimi mesi per iniziare i controlli tesi a verificare le situazioni incompatibili con quanto sancito dalla Cassazione e a recuperare la maggior imposta (oltre agli interessi di legge); resta inteso che il mancato versamento dell’acconto 2020 potrà essere sanato a saldo a dicembre dai contribuenti. 

Le parole dell’Assessore ai Tributi Jacopo Agostini

“Questa sentenza della Cassazione ci permette di operare un controllo per quanto riguarda gli ultimi cinque anni e cercare così di recuperare le somme eluse con il metodo delle finte residenze che da ora in poi non potrà più essere utilizzato. Si tratta della possibilità di incasso di somme di una certa entità per la città, ancora di difficile quantificazione; la nostra attività dovrà essere svolta in sinergia con gli altri enti interessati. Si potrà così mettere termine alla pratica scorretta delle finte residenze, che è andata sin qui a discapito di tutti gli effettivi nostri residenti», le parole di Jacopo Agostini. 

 

 

 


 

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