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Teatro Comunale Cesenatico
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Le FAVOLE
A teatro con mamma e papà 2012/2013
Domenica 3 febbraio 2013 ore 16
Teatro del Sangro
Scrooge ovvero Racconto di Natale da Cahrles Dickens
Con Stefano Angelucci Marino, Rossella Gesini, Tommaso Bernabeo
Maschere Stefano Perrocco di Meduna.
Costumi e scena Artibò
Da quando il Natale viene festeggiato, non vi è persona al mondo che non si lasci trasportare, nel bene e nel male, dall’aria di festività che si respira. Lo festeggiano i poveri con quello che possono, lo festeggiano i ricchi con tutto quello che possono, ma, soprattutto, lo festeggiano i bambini. Vi è però una categoria a cui il Natale fa venire un brivido lungo la schiena: la categoria degli avari. Costoro vedono nelle festività Natalizie la seria possibilità di dover spendere denaro extra per regali e cibi prelibati. Inorriditi da questa disgrazia, non comprendono di come la gente povera spenda ciò che può per una festa, ritrovandosi ancora più poveri il giorno dopo. “Sciocchezze!” continua a ripetere il tirchio Mister Scrooge a tutti quelli che vogliono coinvolgerlo nei festeggiamenti e, cercando di far passare il Natale il più velocemente possibile, si isola da tutti. Ma la notte della Vigilia riceve la visita del suo vecchio socio in affari Marley che lo ammonisce per la sua vita fatta solo di denaro e gli consiglia di onorare il Natale se non vuole vagare, come lui, in eterno trascinandosi pesanti catene. Per aiutarlo a comprendere, quella notte stessa, riceverà la vista di tre fantasmi: lo spirito dei Natali passati, quello dei Natali presenti e quello dei Natali futuri. Questi contatti lo porteranno a capire l’importanza nell’essere generoso col prossimo e di come, nella vita, si raccolga sempre ciò che si semina. Un racconto per scoprire l'altruismo e la generosità senza secondi fini.
Domenica 17 febbraio 2013 ore 16
Rosaspina.Un teatro
“Hansel&Gretel”
Favola della fame dalla fiaba dei fratelli Grimm
con Aurelia Camporesi, Giampiero Bartolini, Angelo Generali.
Regia, scena e immagini Angelo Generali
Abbiamo immaginato il nostro Hänsel e Gretel come un sogno gastronomico, suscitato dai crampi di uno stomaco vuoto o dalla sazietà di una indigestione.
Il tema generale di Hänsel & Gretel è quello del cibo. Negato o profuso è tuttavia sempre un cibo che cela un pericolo. Lo spettro della fame è contrapposto al mito dell’abbondanza e della golosità soddisfatta. La casetta nel bosco diventa così una sorta di paese di cuccagna, agognato rifugio dalla problematicità dell’esistenza. Per i due bambini però, la dimora di marzapane è solo un rifugio illusorio incontrato nel loro cammino e dalle cui lusinghe dovranno sapersi difendere.
Una grande cucina è lo spazio di questi sogni; buia come l’antro di un drago, nera di fumo quando si spalanca la bocca del forno; oppure luminosa e colorata di variopinte glasse; oppure ancora modesta, disadorna e povera, con un solo tozzo di pane sul tavolo spoglio, insufficiente a sfamare un’intera famiglia.
A governare le avventure della nostra cucina di sogno ci saranno tre cuochi capaci di trasformarsi, tra nuvole di zucchero a velo o densa caligine che sbuffa dal forno, nei due protagonisti come nella cattiva strega cuciniera, dapprima deliziosa massaia che dispensa leccornie poi terribile cuoca che inforna bambini. Come spesso nelle favole, è con i temi «sgradevoli» che i bambini si confrontano: fame, abbandono e paura. Ma i nostri cuochi prendendoli per mano e come nella confezione giocosa di un pasticcio gli racconteranno che queste paure si possono e si devono affrontare per diventare grandi.
Domenica 24 febbraio 2013 ore 16
Teatro di Stracci
“L’Omino di Zucchero”
teatro d’attore e pupazzi
di Giuseppe Viroli e Cristina Casadei
"C’era un barattolo di zucchero. Stava in cucina da molto tempo. E lo zucchero era diventato durissimo. Un giorno, il coperchio del barattolo si aprì e ne uscì ... Un omino di zucchero. Aveva la testa piccola. E un po’ di pancia.
Appena uscito, saltò sul tavolo. Poi sulla sedia. Saltò in un cassetto aperto. E finì ... Sopra il Cucchiaio. Dondolò sul Cucchiaio, che si svegliò. E anche la Forchetta. E il Coltello. Si svegliarono: Il Mestolo l’Apribottiglie lo Spremiagrumi l’Apriscatole il Pelapatate la Grattugia ...."
Non la raccontiamo tutta. Se non che ... L'Omino diventa amico delle Posate. Ma non ha fatto i conti con l'Uomo della Tazzina (il tiranno della casa), goloso di caffè zuccherato. L'Uomo della Tazzina vuole l'Omino di Zucchero per inzupparlo nel caffè. Le amiche Posate non sono d'accordo. Da qui una serie di avventure, tra le mura di casa e nel mondo di fuori.
Perché un omino di zucchero? Perché dolce è un sapore ma anche un carattere. Perché "più dolce sei più amici hai" ... Ma anche qualche nemico. Perché, se sei di zucchero, un po' di dolcezza è giusto regalarla. E qualcuno a volte se ne approfitta. Perché ci piace dare magia al "piccolo inanimato". Tanti perché.
Ma in teatro è molto importante anche il come. Allora diciamo:
che racconteremo la vicenda con molti oggetti,
che ci sarà una finestra sul mondo di fuori,
che suoni rumori e musica saranno molto importanti,
che infine creeremo dei colpi di scena, come manciate di sale all'interno di una storia comunque d&d (delicata & dolce).
Domenica 3 Marzo 2013 ore 16
InBiciTearo
“Storie di principesse, di orchi e di oche”
teatro d’attore
di Carlo Ottolini
In queste tre storie si contano: un orco, un’oca magica, un venditore di galline, un venditore di cardellini, una fata, uno spiritello, diversi aspiranti al trono, due figlie dell’oste, cinque scapestrati ma soprattutto tre principesse.
Una per storia. Indispensabili!
Senza di loro la vita degli altri personaggi scorrerebbe lineare lungo il solco tracciato dai genitori, dal tempo, dai luoghi.
Queste principesse, invece, scatenano passioni irrefrenabili in grado di sconvolgere il cuore e la mente di chi le incontra: per amor loro qualcuno perderà la testa (nel vero senso della parola!) e qualcuno, superate difficilissime prove, riuscirà anche a sposarle.
Ma, attenzione, le principesse non sono tutte belle: in una storia ce n’è una che fa spavento tanto è brutta e crudele. Ecco, da lei meglio scappare. Sì, perché non è solo l’amore a far muovere le storie ma anche la disperazione, il coraggio, la speranza, l’amicizia e tanto altro.
E così queste storie si colorano di tantissimi colori.
Ingresso bimbi € 5
Ingresso adulti € 6